A Belgrado il 4,5 e 6 giugno si è svolta la VI International Exposition of Landscape Architecture organizzata dall’associazione Serba degli Architetti del Paesaggio (Serbian Association of Landscape Architects).

L’obbiettivo principale della SALA in Serbia è la promozione e “protezione” del mestiere di architetto paesaggista, in altre parole la legittimazione e la tutelare di una professione che in molti paesi “europei”non è ancora pienamente riconosciuta nella pratica lavorativa e anche quando apparentemente lo fosse non è messa nelle condizioni di lavorare al meglio e di poter offrire contributi e conoscenza per lo sviluppo equilibrato e coerente con la storia di territori in cerca di o sottoposti ad una forte accelerazione e per questo esposti al rischio dello sfilacciamento o peggio della perdita della loro identità.

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Esistono in Serbia e Montenegro dei programmi di formazione nel campo del paesaggio afferenti alla Facoltà di Forestale che sono influenzati ovviamente dal suo orientamento espressamente biotecnico. L’aspirazione è di adeguare questi corsi esistenti al trend internazionale che vede protagoniste nella formazione paesaggistica anche altre imprescindibili discipline afferenti alla protezione ambientale, alla progettazione architettonica, territoriale e all’ingegneria ambientale.

Le tre giornate della mostra si sono svolte tra conferenze, purtroppo quasi interamente in serbo su ” Natural disasters & Landscape Architecture: The role of the profession in prevention and restoration of natural disaster consequences “, premiazione e visita guidata alla città di Belgrado.

Il Grand Prix dal 2005 ad oggi è stato vinto da paesaggisti Serbi, Greci, Sloveni e per ben tre volte da studi Spagnoli. Quest’anno infatti ancora una volta la giuria ha premiato una copertura verde realizzata a Badajoz (Extremadura, Spagna, ttp://cristinajorgecamacho.com/2014/10/20/dehesa-landscape-car-and-urban-park-gardens-and-cover-of-caja-badajoz-3/) che partendo dal concetto di ibridazione della natura naturale all’intorno del manufatto architettonico, con la forma di un nuovo paesaggio sopraelevato ha creato uno spazio etereo, a tratti desertico e affascinante in cui la poesia delle immagini certo prevaricava il racconto grafico delle tavole esposte.en-construcciocc81n-cubierta-a5-km-399-022

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ARscape_Synapsis entre tierra y mar, Calpe (ES)

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3 Stones masterplan, 2014|2015. First prize masterplan categiory (Studio Milani_Arscape)

Tra gli studi italiani premiati, per la categoria masterplan, il progetto dello Studio Milani di Siena (3 Stones Masterplan) attraverso il quale, grazie alla valutazione critico analitica della storia e dell’intorno agricolo, viene reinterpretato un’area di circa 45 ettari, fortemente compromessa dagli interventi di sbancamento ed edificazione legati agli allevamenti di bestiame, installati ai piedi di Castellina in Chianti circa quarant’anni fa, e attualmente abbandonati. I progettisti hanno elaborato una possibile trasformazione del territorio in forma coerente col carattere agricolo dei luoghi, capace di generare economia ricettiva e di non cedere alle lusinghe della mimesi architettonica tanto in voga in Italia negli ultimi decenni, come unica forma progettuale possibile nel paesaggio. Una sfida interessante in un paese complesso come l’Italia sia dal punto di vista morfologico che di gestione e interpretazione dei vincoli storico/architettonici e ambientali.01

L’allestimento dei pannelli progettuali aveva come sfondo la meravigliosa e intima galleria dell’Accademia di Scienze e Tecnologia nel cuore della città a due passi dalla Knez Mihailova che collega in linea d’aria la Trg Republike all’imponente fortezza di kalemegdan che si affaccia maestosa sulla confluenza tra la Sava e il Danubio.

La domanda è: come mai tanto impegno per organizzare per anni un premio internazionale così articolato per tipologie progettuali se poi l’internazionalità si è infranta nella barriera linguistica insuperabile e nell’impersonale premiazione senza ringraziamenti per gli ospiti, sbrigata come una prescrizione medica: pillola, bicchiere d’acqua e a letto a dormire?

E’ solo una questione di carattere di un popolo o di disinteresse per gli ospiti necessari a utilizzare l’appellativo internazionale e a raccogliere esempi evoluti di progetti sul paesaggio per le giovani scuole serbe?